|
| |
Il 28 febbraio 1931, i fedeli e alcuni simpatizzanti si
radunarono in Via Leonina n°32, a casa di Scimè Emanuele, padre dei fratelli
Vincenzo e Domenico, per pregare come di consueto. Improvvisamente sentirono la
potenza dello Spirito Santo, che fece sparire il pudore che provavano uno
dell’altro. Iniziarono a pregare a voce alta, implorando lo Spirito Santo. La
grande potenza di Dio scese su tutti i presenti. Si racconta che tremò la casa e
che lo Spirito Santo si manifestò quella sera a Costa Giuseppe, con il segno di
parlare in lingue. L’evento fu per tutti indimenticabile. Quella sera Iddio
compì una duplice opera per Giuseppe: lo battezzò con lo Spirito Santo e gli
concesse il dono della predicazione. Questi furono doni che Iddio elargì dopo
poche sere anche a Gioacchino. Iddio continuò la sua opera meravigliosa.
Infatti nel Giugno dello stesso anno mentre Di Costa Giuseppe andava in campagna
a Maurello a lavorare, in groppa ad un mulo, aveva la mente in comunione con Dio
per pregarLo. Dio lo battezzò con lo Spirito Santo facendolo parlare in lingue,
ispirandogli un melodioso canto, che fu udito anche da un suo confinante.
Questi non capì assolutamente niente del testo di quel cantico; ma di una cosa
fu certo: di trovarsi di fronte ad un evento divino.I due giovani che avevano
ricevuto da Iddio il dono della predicazione, continuarono ad evangelizzare la
gente, mentre il numero dei simpatizzanti cresceva continuamente. Anche il
parroco ne era consapevole, e per questo minacciò di scomunica coloro i quali si
sarebbero accostati a “li vancilista”

|