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Pubblichiamo in questo spazio un bellissimo articolo che il dottor Antonino D'Angelo ha scritto per il giornale Insieme del 2003 in ricordo della signora Maria Di Costa morta il 19 -12 -2002 dal quale si puo' dedurre la storia di questa comunità alessandrina. UN’ ALTRA STORIA ALESSANDRINA .Il 19.12.2002 è deceduta Maria Di Costa classe 1911, l'ultima di un gruppo di "giovani" che in Alessandria hanno avviato un'altra storia. Infatti,è
stato nel 1929 quando Maria era una ragazza di 17 anni che per la prima
volta sentì parlare di un Dio diverso da quello che aveva Molti Alessandrini udirono quella "novità" che arrivava dall'America, ma pochi di loro erano in grado di capire cosa esattamente quel compaesano voleva annunciare. Poi vi erano situazioni imbarazzanti da affrontare (cu ci lu dici a lu parrinu?), ed era meglio lasciar stare quelle novità.
Un gruppo di giovani "coraggiosi", tra i quali Maria, i suoi fratelli ed
altri parenti, decisero di ascoltare quel messaggio, non curandosi dei
pregiudizi dei compaesani e non lasciandosi condizionare dall'oscurantismo
religioso che allora regnava indisturbato. Il loro ascolto non era passivo,
in pratica non si lasciarono convincere passivamente da quello che diceva
quel compaesano "americano'', il quale, fra l'altro, dopo poco tempo se ne
tornò in America. Ma loro, procuratesi delle Bibbie in lingua italiana,
iniziarono a leggerle ed a capire com'effettivamente stavano le cose. La
sera spesso si riunivano e leggevano insieme la Bibbia, poi pregavano
rivolgendosi a Dio come la Bibbia stessa insegnava. In preghiera parlavano
direttamente con Dio chiamandolo "Padre Nostro", si rivolgevano a Lui nel
nome di "Gesù", infatti, nella Bibbia leggevano che all'uomo non era dato
altro mezzo per arrivare a Dio se non attraverso Gesù. Chiedevano a Dio
l'aiuto per comprendere le Sacre Scritture e con molta umiltà e semplicità
credevano nelle promesse che Dio ha fatto nella Bibbia. Incominciarono a
realizzare queste promesse ed i segni che trovavano scritti nel Vangelo di
Marco cap.16 w.17 e 18, tra i quali è menzionato il parlare nuove lingue.
Ricercarono il "battesimo nello Spinto Santo" che secondo la Bibbia si
doveva manifestare con il segno evidente del parlare le nuove lingue. Per un
paio d'anni andarono avanti riunendosi in case private ma quando alla fine
del mese di febbraio del 1931 alcuni di loro "realizzarono il "Battesimo
nello Spirito Santo", leggendo nel Vangelo di Marco cap. 16·v. 16 che dice
"chi avrà Creduto e sarà stato battezzato sarà salvato" prima sei e poi
altri otto giovani (tra i quali Maria) decisero di battezzarsi in acqua per
immersione, poiché capirono che il battesimo secondo la Bibbia era un atto
simbolico che doveva seguire necessariamente alla loro credenza. Da quel
momento in poi la loro fede divenne "pubblica", anche perché incominciarono
a tenere le loro riunioni in un "locale di Culto" aperto al pubblico. Ma
quello che fino allora quei giovani coraggiosi avevano realizzato è stato
molto importante perché poi consenti loro di portare avanti "la bandiera
della fede", poiché, non aderirono ad un nuovo credo o ad una nuova
religione, ma realizzarono personalmente quello che Dio diceva nella Bibbia.
La loro non era una convinzione intellettuale, ma credevano perché
sentivano la "presenza di Dio" nella loro vita, ed avevano la certezza che
Dio ascoltava le loro preghiere. Credevano e comprendevano che Dio era un
"Padre Buono" che dava buoni doni ai suoi figliuoli. Le loro vite furono
trasformate, abbandonarono i vizi e iniziarono a vivere una vita secondo
l'insegnamento della Bibbia. Questo cambiamento necessariamente si
ripercosse sulle relazioni con gli altri, perché non condivisero più con i
loro amici quelle cose che fino allora avevano praticato, e che poi alla
luce della Parola di Dio ritenevano essere sbagliate. Questo fatto fu causa
di diversi problemi perché gli altri non capivano la loro fede e ritenevano
che le loro idee fossero il frutto di "devianze psicologiche" tanto che li
apostrofarono con appellativi quali "vangelista babbi", "vangelista farsi",
e lo stesso termine di "vangilista" era di per sé considerato una
"ingiuria". Per quanto riguarda invece la reazione del clero ufficiale, è
meglio non fare alcun commento e lasciar calare sull'argomento un "velo
pietoso". Ma proprio nell'anno 1935 nel quale Maria si sposò vi fu l'emanazione di una circolare del Sottosegretario del Ministero degli Interni Buffarini Guidi che proibiva in Italia le riunioni di culto degli evangelici pentecostali in quanto (secondo detta circolare) la loro pratica religiosa era considerata, dal governo fascista, pericolosa "per l'integrità psichica della razza" (sic!). La suddetta circolare, che fu inviata a tutti i Prefetti, da alcuni burocrati zelanti fu ritenuta in vigore anche dopo l'emanazione della Costituzione italiana e pertanto per gli evangelici italiani, come anche per quelli di Alessandria, iniziò un periodo che loro chiamarono "il tempo della persecuzione", che durò fino agli anni '50. Essi non comprendevano come mai avendo abbandonato quello che di negativo vi era nella loro vita e praticando le buone opere come frutto della loro fede, potessero. dare fastidio a qualcuno. Certamente non potevano comprendere e neanche erano a conoscenza che era stata emanata una circolare infamante per loro, "provvedimento amministrativo" che sicuramente aveva soddisfatto le richieste di qualcuno. Né potevano immaginare che proprio su quella poltrona dove allora sedeva il Sottosegretario Buffarmi Guidi qualche anno dopo (anni '80) Si sarebbe seduto proprio un Sottosegretario di fede evangelica (Valdo Spini). Ma quel periodo di "persecuzione" ottenne l'effetto contrario di quello voluto in quanto la loro fede ne uscì rafforzata. infatti, a nulla valsero le minacce di arresto, di invio al confino ed il sequestro delle Bibbie trovate nel corso delle riunioni che erano interrotte e sciolte con l'uso della "forza pubblica". Nonostante tutto, nelle zone dell'agrigentino l'effetto nefasto di quella circolare fu meno avvertito che altrove, perché molti Pretori assolvevano gli evangelici che venivano portati sul "banco degli imputati" e molti Comandanti delle Stazioni Carabinieri avvertivano una vera e propria ripugnanza nel dover applicare una così ignominiosa direttiva. Purtroppo altrove non fu così e tanti evangelici furono inviati in carcere ed al confino. Uno di loro, Fidero De Simone, trovandosi in carcere a Roma a motivo della sua fede, venne "rastrellato" dai Tedeschi insieme ad altri detenuti e portato a morire nelle ormai tristemente famose "fosse ardeatine". Finito quel periodo, vi fu il riconoscimento da parte dello Stato Repubblicano delle minoranze religiose e finalmente iniziò un periodo di libertà nel quale quei giovani (ormai anziani) poterono liberamente confessare la loro fede in Dio. Ormai Maria, divenuta anziana, si riposava, si "godeva" la sua pensione e "si dilettava nella lettura della Parola di Dio" (sono sue parole). pregava per i giovani, per i figli ed i nipoti (numerosi). in attesa della chiamata a casa da parte del "Padre Eterno". Viveva quegli anni d'attesa con la certezza nel cuore che quel Dio che aveva amato e servito per tutta la sua vita non gli avrebbe voltato le spalle proprio nel momento più difficile, cioè quello della sua morte. Sicuramente sentiva sue le parole che Paolo scrisse a Timoteo: "Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore il giusto giudice mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione" (2" Timoteo 4:7-8). Proprio in quegli anni Maria è testimone di profondi cambiamenti nel campo religioso. Apprende che il battesimo nello Spirito Santo, che lei tanti anni prima aveva realizzato con il parlare nuove lingue e per il quale molte volte era stata oggetto di scherno, adesso lo ricevono altri che fanno parte della religione ufficiale e che si chiamano "rinnovati nello spirito". Apprende anche che un giovane parroco di nome "Don Franco" parla positivamente dei "fratelli evangelici" e che a volte prega con loro. Sente cantare agli "altri" i cantici e le canzoni di lode che lei ha sempre cantato a Dio. Segno dei tempi che cambiavano. Il 19 dicembre 2002 questa storia per lei si è conclusa, all'età di quasi 92 anni è stata chiamata a casa dal padre. Come altri, prima di lei, si è serenamente abbandonata nelle braccia del Padre. A quanti la hanno conosciuta ed amata, in primis ai figli ed ai nipoti, rimane il suo esempio di fede da imitare. La storia continua per altri che, come lei, hanno fatto propria la salvezza attraverso il sacrificio di Gesù quale dono di Dio e sperano di "terminare il corso" conservando la propria fede., |