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Presepe
Chiesa Madre
20/12/2006
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Natale 2006
Nella realizzazione dell'artistico presepe, che va diventando ormai una
stupenda tradizione nella nostra comunità ecclesiale, quest'anno abbiamo
voluto rifarci alla esperienza spirituale del "poverello di Assisi", S.
Francesco, il quale, per aiutare se stesso e i fratelli a contemplare e
vivere meglio il mistero del Natale del Signore, nel 1223, a Greccio,
realizzò il primo presepe vivente.
Frutto del lavoro di ragazzi, giovani, genitori e adulti, il presepe vuole
ripresentare un piccolo villaggio incavato nella roccia, come appunto si
presentava Greccio nel 1223, al centro del quale è stata posta la
mangiatoia, sulla quale giace "Gesù Cristo nostro Signore che con infinito e
ineffabile amore ha donato se stesso per noi".Questa esperienza mistica e spirituale viene ricordata dalla statua di S.
Francesco posta accanto alla mangiatoia.
Le varie fasi della giornata vengono scandite dal canto del gallo (alba),
dal cinguettare degli uccelli (giorno), dal belare delle pecore (tramonto),
dal pianto di un bambino (notte), con relative luci: sul far della sera,
addirittura, si accendono le luci della case.
A dimensioni naturali, il presepe è percorribile dal visitatore, permettendo
così, anche, il coinvolgimento emotivo dello stesso.
Perché abbiamo voluto costruire il presepe?
Per tanti motivi. Proviamo ad elencare i principali fra essi.
1. per ribadire le nostre radici e tradizioni cristiane: è
Natale perché è nato per noi Gesù, e non perché arriva Babbo Natale, o
perché si costruisce l'albero di Natale, o perché c'è "Bauli...ba..ba...ba...bauli....."
o così via cantando;
2. perché la costruzione del presepe è una bella esperienza di fede e di
fraternità: per tante sere, dalle ore 20,00 fino a notte fonda, ragazzi,
giovani, genitori, adulti e perfino anziani hanno avuto la possibilità di
stare insieme,cimentarsi insieme in una bella impresa, costruire insieme...anziché
perdere il tempo per cose più o meno inutili;
3. e sopratutto per un motivo che fonda tutti gli altri:
S. Ignazio di Loyola, negli "esercizi ignaziani", afferma che per poter
meditare bene su un mistero della vita di Cristo occorre per prima cosa fare
la "composizione del luogo":
andare con la mente, con gli occhi, con il cuore ......con tutte le nostre
facoltà al luogo dove il mistero è avvenuto. Solo dopo questa introduzione,
sarà più facile meditare e contemplare. Allora la costruzione del presepe
diventa
realizzazione stupenda di un mezzo per poter meglio contemplare la nascita
del Signore Gesù nella nostra natura umana, questo abbassarsi di Dio, per
innalzare l'uomo.
Mentre auguro a tutti un Natale del Signore "con Gesù' ", e rivolgo
l'invito a visitare il nostro presepe ( lo si può fare ogni giorno dalle ore
08,00 - 12,00; 16,00 - 19,30.), auspico per tutti un 2007 ricco di grazia e
benedizioni del Signore.
Buon Natale. Buon Anno!
don Filippo Barbera,
arciprete
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