Perché un nuovo presbiterio? 

Il "presbiterio" è il luogo sacro, per eccellenza, per la presenza in esso dell'altare, intorno al quale si riunisce l'intera comunità dei fedeli. Esso è "riservato all'altare", ma non "separato dall'assemblea".
Il presbiterio dovrà essere opportunamente un
po' sopraelevato (PNMR, 258), rispetto alla navata della chiesa, per consentire una "più attiva, piena e consapevole partecipazione" dei fedeli all'azione liturgica.
Tutto in esso deve tendere a far risaltare la
centralità dell'altare, simbolo della presenza di
Cristo in mezzo al suo popolo.
Nello stesso tempo, però, dovranno essere
posti in dovuto risalto, anche, altri due luoghi
fondamentali per la celebrazione liturgica: la sede
del celebrante e l'ambone per la proclamazione
della Parola di Dio.
Perché abbiamo rifatto (se mai ne esisteva uno: avevamo, semplicemente, un altare di marmo, un trittico di poltrone da salotto per la "presidenza" o sede del celebrante, e un leggio che fùngeva da
ambone), o meglio "adeguato" il presbiterio della
chiesa di S. Giovanni? Qualcuno avrà pensato:
Non era buono l'altare precedente? "

Il Concilio Vaticano II ha avviato una riforma della Liturgia per favorire, come abbiamo già accennato, una più "piena, attiva e consapevole partecipazione dei fedeli" alla preghiera pubblica e ufficiale (la Liturgia, appunto) della Chiesa. Per attuare questa riforma, in seguito, sono stati emanati diversi documenti, con indicazioni specifiche per l'adeguamento delle chiese alla nuova Liturgia.
Ne citiamo alcuni:"Inter Oecumenici" (1964), "Eucharisticum Mysterium" (1967), "Liturgicae Instaurationes" (1970), "Principi e Norme per l'uso del Messale Romano" (1974), "La Liturgia Romana e l'inculturazione" (1994), "L'adeguamento delle chiese secondo la roforma
liturgica" (1996).

Con i lavori, voluti e realizzati dal
Comitato di S. Giovanni 2006, e la collaborazione di tanti fedeli, la nostra Comunità ha inteso adeguare, alla riforma liturgica, promossa dal Concilio Vaticano II, il presbiterio della Chiesa di S. Giovanni.

Ci siamo sforzati di usare al meglio lo spazio
(ristretto) disponibile, avvalendoci, nello stesso
tempo, dell'antica simbologia, perché Altare, Sede,
e Ambone risultassero una vera "mistagogia" (==
introduzione al mistero) in pietra.
                                                       
Don Filippo Barbera